Intervista a Endimione Birches, blogger letteraria.

Ciao! Sono lieta di presentarvi Endimione Birches, amministratrice del sito letterario ‘Bostonian Library’. Ho avuto il piacere di intervistarla pochi giorni fa.

Se le si chiede quale sia la sua professione risponde’ blogger e divoratrice di libri’.

Coltivare passioni è importante e Endimione ci riesce benissimo!

Ora sarà la sua INTERVISTA a parlarvi meglio di lei. Buona lettura!

Claudia.

-Ciao Endinione. Parlaci un attimo di chi sei. Dove sei nata e quali sono state le prime tappe obbligate nella tua vita? (Studi, famiglia, hobbies etc). L’età a una signora non si chiede…lo dici solo se ti va…

Ciao a te e grazie per l’invito! Vediamo un po’ di dribblare la tua domanda dicendoti che amo immensamente Boston (visto anche il nome del blog), vivo nei pressi di Cuneo ma viaggio troppo e sono oltre la trentina da qualche anno. Il resto è avvinto nel mistero più fitto!

Sei una divoratrice di libri, affermazione tua. Quali sono i tuoi generi letterari e gli autori preferiti?

Si, infatti, da sempre “divoro” libri perché sono un modo per scoprire mondi, persone e sentimenti. E’ una passione a cui non riesco a rinunciare!

Mi metti un po’ in difficoltà nello scegliere i generi perché è un po’ come chiedermi l’umore che preferisco … non posso sceglierlo fondamentalmente, dipende dal tempo, dal momento, da quello che ho voglia. Sono troppi i fattori che incidono la scelta di un libro e del suo genere … diciamo che leggo spessissimo narrativa fiction/non fiction di genere più disparato possibile.

Domanda d’obbligo: come è sorta l’idea di creare un blog letterario, in cui leggere e recensire libri altrui?

Non ho iniziato subito con un blog tutto mio, prima scrivevo recensioni su un blog “collettivo” e mi piaceva, ma ad un certo punto i paletti erano diventati troppo stringenti e quindi ho provato ad aprirne uno solo mio. Mi piace parlare di libri, di dire la mia, di confrontarmi con altri lettori in questo spazio e questo è stato un modo per farlo secondo i miei tempi e la mia personalità.

Quali aspetti della città in cui vivi ti influenzano quando lavori al tuo blog? Ti capita di confrontare la tua realtà quotidiana con quella dei libri che leggi?

In generale sia il mio lavoro che le imposizioni delle vita quotidiana influenzano la mia vita più a livello temporale che di scelte contenutistiche relative al blog o ai libri. Ho sempre viaggiato molto con la testa e i libri mi aiutavano a raggiungerlo in questo senso, potevo essere dove volevo e vivere esperienze diverse. La vita che conduco è piuttosto tranquilla, tuttavia forse la vicinanza alla natura mi ha fatto scoprire autori anche molto lontani, ma a cui mi sento tutt’ora legatissima e penso di confrontare la vita dei romanzi e la mia in maniera piuttosto comune.

Su quali punti ti soffermi di più quando ti appresti a giudicare un libro per recensirlo? Ti lasci guidare dal tuo istinto o segui forse uno schema che ritieni più rigoroso e hai già ben chiaro nella tua mente?

Vado più che altro “a sentimento”. Un libro magnifico è magnifico a prescindere da tutto, anche se avessi dei punti da valutare scritti sulla carta. Per me un libro buono e valevole deve scuotermi la coscienza, come svegliarmi da un torpore, deve smuovermi in senso positivo o negativo, farmi dibattere interiormente. Poi ci sono libri che ci si avvicinano, che ci provano e poi non ci riescono del tutto o affatto. La lettura è talmente soggettiva che è difficile avere dei canoni oggettivi.

Anche consigliare libri è difficile, posso dirti cosa è – o è stato – per me e in base a quello qual è stata la mia chiave di lettura, ma l’unica cosa alla fine è leggerlo… struttura/personaggi/ambientazione/stile analizzati o meno.

Cosa pensi del self publishing? Bocci o promuovi?

Lo accetto, lo capisco e lo rispetto perché è una scelta personale di ogni autore. Un libro è un qualcosa di estremamente importate ed è giusto fare delle scelte che si sposino con la sua anima e quella dell’autore. Da un lato per fortuna esiste, altrimenti molti autori famosi non sarebbero emersi e poi pubblicati con famose case editrici. Ciò detto non credo opterei per il self publishing con una mia opera, perché preferirei l’editing e il “filtro” di una CE, ma come dicevo prima è una scelta personale.

Se domani finisse il mondo e potessi salvare solo cinque libri, quali sarebbero?

Cinque sono pochi, ma credo qualcosa di Bukowsky per non perdere il cinismo (ma dovrebbe finire il mondo ora per farmi decidere), il manga “La taverna della mezzanotte” di Yaro Abe, “Walden. Vita nei boschi” di Thoreau, tutte le poesie di Dylan Thomas e poi credo “La rivolta di Atlante” di Ayn Rand.

Grazie mille! A presto!