Libri e tecnologia possono convivere, ma ad una condizione.

Mi sono trovata da poco a riflettere su questo argomento.

Ciò che mi ha portato a ragionarci è stato un servizio che ho visto due giorni fa. Mi ha letteralmente scioccata. So da un pezzo che esistono persone per cui lo Smartphone o vari strumenti tecnologici sono diventati un bisogno che può raggiungere il patologico, ma il servizio ha riportato fatti a dir poco inverosimili, almeno per me.

Una donna, insegnante, afferma di essere sempre stata risucchiata da un libro, il classico cartaceo, quando leggeva. Era impossibile che la sua attenzione si rivolgesse ad altro durante la lettura. E in molti casi è successo anche a me e a un mare di gente che conosco. Non è questo che mi ha scioccato.

Mi ha scioccato sentire un’insegnate che, da quando ha lo Smartphone, affermava che tutto è cambiato. Lo Smartphone è vivo, coi suoi suoni, le sue luci, i suoi rumori tipici, i tasti su cui cliccare. Ormai un libro cartaceo non le dice più nulla, non invia segnali, emozioni. Dopo una pagina è già stufa. Ciò che tiene in mano è senza vita.

Questa affermazione sì che mi ha sconvolta!

Ci tengo a chiarire un punto fondamentale. Con questo scritto non intendo demonizzare tutto ciò che è tecnologico, assolutamente. Gli strumenti tecnologici sono una grande innovazione che ha permesso di giungere a risultati un tempo impensabili. Ben venga! La tecnologia e un qualunque libro, non comportano che, la vita di uno, porti alla morte dell’altro. Può essere una convivenza assolutamente fattibile, ma ad una condizione.

Non bisogna permettere alla tecnologia di farci il lavaggio del cervello! E, secondo me, quell’insegnate se l’è bevuto!

Quale essere dotato anche solo di un minimo di intelligenza può arrivare a definire un libro ‘senza vita’? Un libro ti coinvolge, ti cattura, ti porta in un altro mondo, ti permette di vivere emozioni indescrivibili! Come può farlo se non ha vita? Perché è solo carta? O un apparecchio apposito per leggere libri digitali? NO! Falsissimo! Non dimentichiamo mai che, dietro ad un libro, in qualsiasi formato lo si voglia usare, esiste sempre una persona, un cuore pulsante, delle emozioni vere! Chi scrive libri è un essere umano. Vivente, pensante, sensibile ed emozionato. E quindi emozionante! UN LIBRO MOM POTRA’ MAI ESSERE DEFINITO SENZA VITA!

La tecnologia e i classici libri cartacei possono convivere tranquillamente. Non c’è gara, non c’è guerra. Uno non esclude l’altro!

Ma la coesistenza comporta la coscienza e il saper usare la testa. Un libro vive per definizione, perché lo scrive un essere umano. La tecnologia non deve far diventare l’uomo succube di luci, suoni e della comodità di accedere al web. Non può e non deve rubare all’uomo tutto ciò che egli possiede di vitale dalla nascita.

UN ESSERE ANIMATO NON PUO’ DIVENTARE SCHIAVO DI UN OGGETTO INANIMATO.

Se i congegni tecnologici li trasformiamo nell’anticamera del patologico, perché minimizziamo i pericoli a cui possono condurre, lasciamoli dove sono. Usati con testa e controllo sono un appoggio sostanziale in ogni situazione, persino in campo medico. Ma se permettiamo loro di svuotarci la testa e di privarci delle nostre emozioni, lasciamoli usare solo da chi sa come difendersi dai loro effetti collaterali.

E ribadisco un concetto che mi sta a cuore:

UN LIBRO E’ VIVO!!!!