Rime che uccidono. Quando la poesia diventa un’arma mortale.

Questo è il mio terz e ultimo libro pubblicato, settembre 2018. Adesso vi racconto la sua storia e vi parlo della sua ultima pubblicazione. Già, non è stato pubblicato una sola volta.

La sua storia comincia nel gennaio dello stesso anno. Ad un certo punto, sotto consiglio di esperti sul campo, che hanno solo confermato dei dubbi che già avevo, decido di ripubblicare il romanzo. Si tratta dello stesso scritto, la trama non cambia, ma gli ho completamente cambiato l’abito che lo riveste. Volevo qualcosa di più incisivo già al primo sguardo, qualcosa che attirasse un potenziale lettore e così ho fatto. Una decisione immediata, quanto consapevole del tempo e dell’impegno che avrebbe comportato. Ma poi la rivoluzione c’è stata. Ci tenevo troppo. Sentivo che, dopo i primi due, questo romanzo aveva una marcia in più, era cresciuto e con esso anch’io. Volevo dargli più risalto.

All’esterno è cambiato praticamente tutto. La copertina, che ho cercato di rendere più incisiva. Stesso discorso vale per il titolo a cui ho aggiiunto un sottotitolo. Dovevo incuriosire e bloccare lo sguardo. Ho cambiato la sinossi, racchiudendo le informazioni più attraenti della storia. Ho personalizzato la biografia, accennando a punti base dei miei thriller. E soprattutto ho cambiato MARCHIO, che è diventato AMAZON.

Spero che l’impegno e il tempo per questa importante modifica siano stati ben impiegati, nella speranza di mettere il lettore in grado di procurarsi uno scritto apprezzabile e di facile reperibilità. Sono stata una pazza a mettermi in ballo con una seconda pubblicazione, dopo che la prima era già stata completata? Ho deciso di migliorare il mio prodotto e sono contenta di averlo fatto.

A questo punto, spero possiate apprezzarlo anche voi. Poi mi direte cosa ne pensate e mi direte se è stata una fatica inutile, oltre ad una pazzia. Intanto vi racconto in breve la trama. Spero vi sproni alla lettura.

 

Improvvisamente la città di Roma comincia a tingersi di rosso. Questo a causa di atroci delitti. Diversi, certo, ma partoriti da un’unica mente diabolica e messi a segno da una sola mano. Cosa conferma si tratti di un seriale? Accanto ad ogni vittima si trova sempre una poesia in rima. Questa è la firma dell’assassino che ben presto viene battezzato il ‘killer poeta’.

Spetta al commissario Lupi svelare chi si cela dietro a tali crimini. In questa insidiosa indagine lo affiancano l’ispettrice capo Foresta, Il capitano Di Bella dei RIS e Erika, psicologa esperta nell’interpretazione del comportamento.

La poesia non è più un piacevole passatempo, ma diventa sinonimo di ansia, sconforto, terrore. Unico modo per farle riacquistare il suo antico ruolo, trovare il killer.

RIME CHE UCCIDONO vi aspetta su Amazon.

Fatemi sapere cosa ne pensate!

Claudia.

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