Intervista a Piero Piazzolla. Il bene e il male creano all’interno dei suoi thriller una dicotomia immancabile.

Ho il piacere e l’onore di presentarvi Piero Piazzolla. Sono molto felice di lanciarmi anche in questa esperienza di intervistatrice. Vorrei proporre ai lettori l’intervista effettuata da parte di una persona comune, non con un nome famoso, né legata a una rivista famosa. Come definirla, ‘da e per il popolo.’ Ma comunque dando luce ad un personaggio che, seppure giovane, è riuscito ad affermarsi come artista e della categoria che prediligo. Ah, quando dico ‘popolo’ è un complimento. Il popolo è quello che valuta ed esprime preferenze. In questo caso valuterà l’intervistatrice e l’intervistato. Siamo nelle vostre mani!

Piero è un autore di thriller. Un autore di thriller italiano. Un autore di thriller italiano che ambienta i suoi romanzi in Italia. Manca altro? A me basta anche meno, ma dell’altro c’è! Ha scelto l’autopubblicazione, a dimostrazione che questa non è una pubblicazione di serie B. Infatti il suo talento, innegabile, gli ha comunque permesso di far parte degli scrittori di thriller più venduti su Kindle Store di Amazon, la vetrina più importante al mondo se parliamo di libri.

Chi mi conosce sa bene che Piero presenta tutti i fattori che più mi fanno apprezzare uno scrittore. Proprio quelli che ho appena elencato e che ribadisco ad ogni occasione. L’Italia non è seconda a nessuno per la qualità dei suoi autori e Piero lo ha dimostrato. E’ giovane, classe 1982, ma ha già al suo attivo diversi libri pubblicati.

Non vi basta ancora? E allora leggete la sua intervista!

-Sei molto giovane e hai già al tuo attivo diverse pubblicazioni. Eri per caso un bambino prodigio?

Ho sempre avuto molta fantasia e grazie alla scrittura sono riuscito a incanalare questa dote.

-Cosa ti ha reso così determinato nello scegliere la strada dell’autore thriller?

Mi sento a mio agio addentrandomi in scenari cupi e misteriosi.

-Hai mai provato a cimentarti con altri generi?

La sperimentazione mi ha portato a pubblicare qualche romanzo di narrativa contemporanea e d’amore.

-Cosa ti dà il thriller che non trovi con gli altri generi?

Mi permette d’ispezionare la parte più ombrosa e solitaria di me.

-Che età avevi quando ti sei detto ‘Voglio fare questo’?

25 anni.

-Esiste un episodio nella tua carriera che non vorresti fosse accaduto? Che preferiresti dimenticare?

L’anno scorso ho firmato un contratto con un’importante Casa Editrice per la pubblicazione di un mio romanzo. Sono stati loro a scovarmi su Amazon poiché il romanzo era sempre ai vertici delle classifiche di vendita. Poi hanno cambiato idea a un mese dalla pubblicazione dicendomi d’aver puntato su un altro scrittore.

-Come ti rendi reperibile dai tuoi lettori? Social? Hai un blog? Email?

Ho una pagina autore su Facebook che si chiama Piero Piazzolla Scrittore.

-Borgo, in cui hai ambientato ‘Il segreto di Sara’, è legato a ricordi dei tuoi luoghi d’origine?

Ho vissuto per 32 anni in un paese di provincia del sud Italia molto legato a mentalità retrograda. Ho preso spunto per impostare il Borgo del romanzo. Il resto l’ha fatto la fantasia.

-Quali autori ti hanno sempre affascinato e ispirato?

Kafka su tutti. Poi anche Stephen King, Dan Brown , Jo Nesbo, Donato Carrisi.

-Quale romanzo, tra quelli che hai letto, ti ha colpito al cuore? Se potessi salvare uno soltanto dei libri che hai letto, quale sceglieresti?

Il Processo di Kafka.

-E se dovessi salvarne uno soltanto dei tuoi?

Il segreto di Sara.

-Se oggi Piero non fosse uno scrittore, un artista, cosa sarebbe in una vita parallela?

In una vita parallela spero d’essere uno scrittore affermato in modo da poter vivere solo di scrittura.

-Chi è il personaggio più complesso che hai mai incontrato, sia tra i tuoi romanzi che tra quelli di altri autori?

Thomas Cornwell, il personaggio dei miei due romanzi “L’ombra di Lupo Grigio” e

“A proposito di Thomas Cornwell”, E’ quello al quale mi sento più legato.

-Come immagini Piero fra quarant’anni? Che vita starà conducendo?

Tra quarant’anni? Non riesco nemmeno a immaginarmi domani mattina. Sono come una nave che naviga a vista nel bel mezzo della tempesta.

-Al sud sei nato, al nord stai lavorando da poco tempo. Amori diversi? Sei legato a entrambi? Cosa ti ha dato ciascuno dei due luoghi?

Il sud mi ha fatto capire d’amare il Nord. Sono andato via da un posto nel quale non mi sono mai sentito a mio agio. Il Nord mi ha permesso di ricominciare da zero e rimettermi in gioco per cercare di costruirmi un futuro migliore.

-Cosa non mancherà mai in un tuo romanzo? E di cosa invece non si parlerà mai?

Non mi pongo limiti quindi non escludo nulla a priori.

-Come presenti il tuo ‘buono’ e il tuo ‘cattivo’ agli occhi del lettore?

Anche i buoni hanno un lato cattivo quindi non mi piace fare una distinzione netta tra i personaggi. Anche il buono è cattivo e viceversa e questo evince dai miei romanzi

-Nel prossimo romanzo ancora trasferta?

Oggi ho pubblicato un nuovo Thriller ambientato tra le strade di Milano dal titolo” Il collezionista di Cervelli”

-Quale libro ti ha fatto dire ‘Vorrei averlo scritto io’?

La ragazza della nebbia di Donato Carrisi.

-Cosa dicono gli amici di te? (Lo so già, ma te lo chiedo lo stesso).

In realta’, nessuno dei miei amici ha letto qualcosa di mio, quindi non possono avere un’opinione a riguardo. Suppongo non si possa essere profeti in patria.

-Un piatto del nord e uno del sud che sono irresistibili!

Pizzoccheri alla Valtellinese per il nord.

Orecchiette e cime di rapa per il sud.

 

Mi date ragione adesso? Sbaglio o è stata un’intervista bellissima? E non intendevo dire che le mie sono state domande perfette! Anche se in effetti ho studiato accuratamente il personaggio da intervistare per trovare delle domande che gli fossero cucite addosso, era il minimo che gli dovevo!

Resta che Piero ci ha permesso di cogliere non solo il suo lato artistico, la sua professionalità, la sua sete di cultura e di affermarsi come scrittore, come sperimentatore, ma anche il lato più umano di lui. Lo ringrazio per avermi anche parlato della sua esperienza negativa con una casa editrice. Avrebbe potuto omettere quell’evento, ma non l’ha fatto. Piero è anche un ragazzo coraggioso. Non tutti sarebbero partiti verso il lato opposto del Paese per ricominciare da zero e tentare di affermarsi in ciò in cui credeva. E’ stato un salto nel buio.

Ho apprezzato molto anche la sua affermazione relativa al non escludere nulla a priori quando scrive. Condivido in pieno. Infatti sempre in questo blog ho scritto un articolo dal titolo ‘Scrivo senza precludermi nulla’.

Vogliamo ad ogni costo trovare una pecca nell’intervista? Beh, Piero ha un po’ barato quando ha affermato che in una vita parallela sarebbe stato uno scrittore. La domanda diceva ‘se non fossi uno scrittore’.  Per questa volta gliela passiamo, okay? Però un giorno dovrà dare una risposta diversa o questa vita non sarà parallela…Sarà quella di adesso. Ma si è capito che lui non vuole abbandonare ciò che fa…Ha risposto il suo istinto.

Ringrazio ancora Piero per la sua disponibilità e per la sua fiducia. Dei giovani così sono una speranza per il Paese!

Mi raccomando, esprimete la vostra impressione qui sul blog a proposito dell’intervista! E’ stata una lunga ricerca, non ho scelto uno scrittore a caso. Fategli conoscere il vostro pensiero. E anche a me…

Grazie Piero! A presto.

 

 

 

 

 

Tratto da https://claudiatorresanscrittricethriller.com