I thriller reali non dovrebbero esistere, ma li viviamo ogni giorno.

Sul mio blog o sulla pagina Facebook che riguarda il mio lavoro dovrei solo parlare dei miei libri e di ciò che scrivo? No, non sono d’accordo. Ho sempre affermato che nei miei libri vivono le mie emozioni. E quello che sta accadendo alla nostra Italia non può non influenzare ciò che provo. Questa Italia in ginocchio a causa del maltempo è un thriller reale e nemmeno dovrebbe esistere. Ho già spiegato, nelle prime pagine del mio blog, il motivo per cui l’ho creato e andava ben oltre il farmi pubblicità. Ho sempre detto che speravo si creasse una condivisione tra voi e me, proprio grazie ai libri. ‘E allora cosa centra’? Mi chiederete. Ma non dimentichiamo che i libri nascono dai sentimenti e generano a loro volta sentimenti! Per questo fra le mie pagine non è un controsenso che io faccia riferimenti a questa catastrofe che sta flagellando tutta l’Italia.

Quello che sto per scrivere è un pensiero che ho già espresso tempo fa e credo in più di un’occasione. Ma non si può rimanere muti di fronte a certe tragedie. I THRILLER DOVREBBERO ESSERE SOLO UN PIACERE PER CHI NE FRUISCE, MAI UNA FONTE DI DOLORE PER CHI LI SUBISCE. E questa Italia in ginocchio è in assoluto un thriller che nesssun umano dovrebbe mai vivere. Troppa paura, troppo sconforto, troppa impotenza. E queste storie si dovrebbero solo leggere, mai sperimentare di persona.

Poi mi sorge anche un altro pensiero. Nord, centro, sud. Tutta la penisola è stata flagellata da questo maltempo ingestibile. In questa catastrofe l’Italia si è sentita unita. Unita nel dramma che sta vivendo, nel dolore, nel senso di perdita, nell’impossibilità di mandare indietro le lancette dell’orologio, cercando disperatamente di prevenire questo thriller reale, se possibile. Perché solo quando si verificano vicende tragiche l’Italia si riconosce come un unico Paese e gli italiani sono tutti uomini che riescono a capirsi e ad avvicinarsi tra loro? Perché, nella maggior parte dei casi, questo non accade e ogni sciocchezza diventa un buon motivo per darsi contro? Troppe volte succede. Magari non sempre, ma troppe volte è già accaduto. E questo mi genera tanta pena, quanta rabbia. Noi dovremmo essere italiani sempre, nel bene e nel male. E’ deprimente vedere come l’Italia abbia bisogno di una catastrofe naturale per sentirsi unita. O comunque di una situazione drammatica. Allora la solidarietà è addirittura palpabile. E questo è positivo! Ma perché nella vita di tutti i giorni, nella quotidianità, siamo sempre così lontani? A parole tutti vogliono bene a tutti, ma, appena si volta la schiena, ci si trova subito da dire. Riflettiamoci bene. Le tasse, la politica, i barconi dei migranti. Di fronte a questi problemi allora l’unione esiste. E ripeto, questo va bene! Ma perché poi, solo con un vicino di casa, ci si guarda storti? Dov’è l’Italia nel quotidiano? Perché devono essere solo i problemi a creare legami seri? Persino allo stadio davanti a una partita volano coltelli! Perché non provare più spesso anche a gioire come italiani! Perché si origina sempre del fanatismo che ci rovina? Se non succedesse, saremmo davvero il bel Paese. Invece si diventa fanatici per ogni motivo. Fanatici e stupidi, quando non si diventa addirittura scellerati e criminali. Fanatici in cerca di potere ad ogni costo, gloria, denaro. Per non parlare della fame di supremazia! Si vuole essere leder ad ogni costo! Anche nelle compagnie dei giovani. Un ragazzo dal carattere più mite viene quasi obbligato ad un’iniziazione per far parte del gruppo, una follia che a molti ha fatto perdere la vita.  E allora droga, bullismo, stalking. Tutta la realtà si tinge di scuro, di orrore, creando un clima invivibile e ingestibile. E QUESTO E’IL QUOTIDIANO MALEDIZIONE! E l’uomo sarebbe l’unico animale dotato di intelligenza? Ho dei profondi dubbi in merito… Non si è più al sicuro nemmeno guardando una partita allo stadio…. E questo è thriller vero. Vero e tragico, vergognoso…